Il futuro del trotto si chiama chariot

Gubellini e Vecchione sui chariot ad Agnano  Gubellini e Vecchione sui chariot ad Agnano foto Stefano Grasso

Corse al trotto come la formula uno? Un'ipotesi futuristica ma non del tutto irreale che metterebbe in soffitta il classico sediolo per la guida dei cavalli da corsa al trotto per lasciare il posto agli avveniristici e veloci sulky chariot. Si tratta dell'ultima novità a stelle e a strisce in fatto di corse al trotto che arriva dall'ippodromo americano del Meadowlands. Moderni sulky dotati sul retro di led luminosi, fanalini di coda che si illuminano grazie all'energia cinetica prodotta dal movimento delle ruote, e sui lati scocche piatte aereodinamiche ideali per la visibilità di brand pubblicitari. In Italia si sono visti a Napoli, in esclusiva assoluta all'Ippodromo di Agnano, lo scorso 26 dicembre in occasione dell'eccezionale pomeriggio del Derby Italiano del Trotto. Il test di due prototipi di chariot è stato effettuato sulla pista di trotto di Agnano da due big driver come Pippo Gubellini e Roberto Vecchione. "La guida è più veloce, i materiali sono all'avanguardia e l'estetica è certamente innovativa e accattivante" ha dichiarato Pippo Gubellini al termine della prova. Progettati e realizzati dall'ingegnere statunitense Sam Stathis, a cui fanno capo almeno cinque aziende leader del settore della robotica ed elettronica applicata all'edilizia civile e industriale con fatturato di oltre 4 miliardi di dollari, i chariot potrebbero presto essere i protagonisti di una vera e propria corsa di trotto già in occasione del prossimo Gran Premio Lotteria di maggio. lo.si.

Ultima modifica il Venerdì, 10 Gennaio 2014 15:22