Ieri...

Da tre quarti di secolo i cavalli corrono ad Agnano sul cratere di un vulcano spento. In questa conca sono state scritte le pagine più belle della leggenda del trotto: da Muscletone a Bayard, da Birbone a Tornese, da Une de Mai a Varenne. Agnano però nacque con il galoppo.

Subito dopo la prima guerra mondiale il cavaliere Raffaele Ruggiero donò il lago di Agnano al Comune perché vi costruisse un ippodromo per ospitare le corse di purosangue.
Con la morte di Raffaele Ruggiero, un gruppo di gentiluomini sportivi, Giuseppe Perlini, Tommaso Leonetti, Guglielmo Belgo e Michele Romano, capitanati dai fratelli Antonio e Salvatore Spinelli, che avevano già realizzato l'ippodromo di Villa Glori a Roma, iniziarono le trattative per la costruzione di un ippodromo a Napoli per le corse di galoppo e di trotto.
La prima società di gestione fu fondata al Circolo dell'Unione da Tommaso Leonetti, il duca di Bovino, il principe di Gerace, il conte Moncada, il marchese Diana.

Il 2 giugno 1935 il cardinale Ascalesi benedì l'impianto alla presenza della futura regina Maria Jose.
Il trotto si affacciò ad Agnano solo quattro mesi più tardi. Durante l'estate fu infatti creato un anello in sabbia in mezzo alla pista di galoppo. Mercoledì 2 ottobre vi fu la prima riunione di trotto.




fonte: Istituto Luce (YouTube)